In
italiano non esiste un termine che corrisponda a quello inglese di “dizziness”;
anche tra i pazienti di anglofoni vi corrispondono descrizioni “poco chiare,
inconsistenti e inaffidabili” (Newman-Toker 2007). In
italiano, i sintomi più prossimi sono quelli di vertigine, capogiro, sensazione
di testa vuota, che costituiscono motivo di accesso in P.S. piuttosto
frequente. Sebbene nella maggior parte dei casi non troviamo nulla di che, è
comunque possibile che alla base vi sia una patologia seria quale un accidente cerebrale
ischemico.
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venerdì 8 marzo 2013
Vertigini: quando preoccuparsi?
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Vertigine
venerdì 8 febbraio 2013
Trattamento endovascolare dell'ictus
In epoca pre-trombolisi, ma anche successivamente, in casi sezionati mi è capitato di inviare pazienti presso il servizio di neuro-radiologia dell'ospedale di riferimento regionale per un trattamento trombolitico loco-regionale. Tutti i pazienti ebbero un sorprendente risultato, con un completo recupero funzionale; ovviamente pura esperienza personale. I progressi nelle tecniche operative di questi ultimi tempi hanno però fatto pensare che il trattamento endo-vascolare mediante trombolisi o lisi meccanica del trombo possa rappresentare la prima scelta terapeutica in queste delicate situazioni cliniche.
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lunedì 3 dicembre 2012
Una gravida con l'ictus
Quando capita qualcosa di insolito la prima cosa che si pensa è che non sia vera. Cosi ho fatto io quando alla fine di un turno notturno Michela l'infermiera del triage mi ha detto" vieni in area rossa, c'è una donna al 3° mese di gravidanza con un ictus..." Anna è una donna di 42 anni senza particolari problemi clinici in anamnesi.la sera precedente non si sentiva bene, accusando una lieve cefalea per cui ha deciso di andare a letto. Erano le 23.
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venerdì 9 novembre 2012
Il peso dell'umanità
E' sera. Enrico, l'infermiere al triage entra bruscamente nella sala di visita. Devi vedere subito una paziente. E' appena arrivata in ambulanza e dalle 20.45 lamenta impaccio nella parola, parestesie al braccio sinistro e mi sembra abbia una deviazione della rima buccale. Guardo l'ora: sono le 23.30. Mugugnando tra me e me mi avvicino alla paziente.
lunedì 8 ottobre 2012
Quattro giorni bastano?
In medicina, lo ripeto spesso a me stesso e agli altri, non ci sono molte certezze. Non sono infrequenti infatti le situazioni in cui le nostre decisioni sono supportate più dal buon senso che da evidenze scientifiche. Non che questo sia un male, anzi, ma questo senso di indeterminatezza ci innervosisce un po' e disorienta i nostri pazienti. Tra i molti esempi che si potrebbero fare, uno fra tutti credo possa essere paradigmatico: la gestione della terapia anticoagulante in un paziente vittima di un recente sanguinamento gastrointestinale.Vediamo se c'è qualcosa di nuovo.
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martedì 14 febbraio 2012
Insulina ev nell' ictus: meglio di no
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mercoledì 30 novembre 2011
Fibrillazione atriale di nuova insorgenza e sepsi severa: un'associazione letale
Sappiamo che i pazienti ricoverati in terapia intensiva per sepsi severa sviluppano una fibrillazione atriale nel 6-20% dei casi e che la fibrillazione atriale cronica è un fattore prognostico negativo per ictus e sopravvivenza.
Esiste però una correlazione fibrillazione atriale, ictus e mortalità nei pazienti con sepsi severa? A questa domanda cerca di dare una risposta un articolo recentemente pubblicato su JAMA: Incident stroke and mortality associated with new-onset atrial fibrillation in patients hospitalized with severe sepsis.
Esiste però una correlazione fibrillazione atriale, ictus e mortalità nei pazienti con sepsi severa? A questa domanda cerca di dare una risposta un articolo recentemente pubblicato su JAMA: Incident stroke and mortality associated with new-onset atrial fibrillation in patients hospitalized with severe sepsis.
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venerdì 28 ottobre 2011
Vuoi prevenire l'ictus? Mangia cioccolato!
La letteratura scientifica è piena di studi sugli effetti benefici o meno di varie sostanze e alimenti. A volte si hanno delle sorprese: alimenti ritenuti "pericolosi" si scoprono essere protettivi e viceversa.
E' stata recentemente pubblicata sul BMJ una revisione sistematica e una metanalisi sul rapporto tra consumo di cioccolato e rischio di sviluppare malattie cardiometaboliche.
Oggi quindi, addolciamoci la bocca con un po' di cioccolato, anzi un bel po'!
E' stata recentemente pubblicata sul BMJ una revisione sistematica e una metanalisi sul rapporto tra consumo di cioccolato e rischio di sviluppare malattie cardiometaboliche.
Oggi quindi, addolciamoci la bocca con un po' di cioccolato, anzi un bel po'!
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mercoledì 19 ottobre 2011
ABCD2 Score, una guida non la bibbia
Da sempre tra i medici esiste la diatriba tra chi considera la nostra professione una scienza e chi un'arte.
I primi vorrebbero poter applicare regole il più possibile semplici in modo da rendere più agevole il nostro lavoro; se tu hai il sintomo A e quello B avrai la malattia C; gli altri, ovviamente ritengono l'intuito un elemento imprescindibile nella loro attività quotidiana.
Gli scores sono fortemente seguiti dai primi ed osteggiati e ritenuti inutili dai secondi.
I primi vorrebbero poter applicare regole il più possibile semplici in modo da rendere più agevole il nostro lavoro; se tu hai il sintomo A e quello B avrai la malattia C; gli altri, ovviamente ritengono l'intuito un elemento imprescindibile nella loro attività quotidiana.
Gli scores sono fortemente seguiti dai primi ed osteggiati e ritenuti inutili dai secondi.
mercoledì 14 settembre 2011
ROCKET AF Trial
E' indiscusso che l'uso del warfarin nei pazienti con fibrillazione atriale riduca la quota di eventi ischemici a fronte del disagio conseguente ad un monitoraggio frequente e di ripetuti aggiustamenti terapeutici. Per questo motivo è stato sicuramente salutata con favore l'introduzione in terapia del Dabigatran, un inibitore diretto della Trombina, il cui pregio principale è rappresentato dal fatto di non richiedere alcun monitoraggio per il suo utilizzo.
E' stato recentemente pubblicato sul New England il ROCKET Trial che ha messo a confronto un inibitore diretto del fattore Xa il Rivaroxaban, ed il warfarin nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare.
E' stato recentemente pubblicato sul New England il ROCKET Trial che ha messo a confronto un inibitore diretto del fattore Xa il Rivaroxaban, ed il warfarin nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare.
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