Ogni procedura che eseguiamo sui pazienti ha qualche effetto collaterale più o meno importante, non fosse altro che quello di causare fastidio o dolore. L'emogasanalisi è una di queste. E' difficile fare grossi danni, ma non infrequentemente anche i più esperti sono causa di sensazioni non proprio piacevoli. Mi sono spesso detto che avremmo fatto un grosso passo in avanti quando fossimo stati in grado di rendere la procedura meno dolorosa o ancora meglio non necessaria. E' stato appena pubblicato uno studio su The American Journal of Emergency Medicine che potrebbe aprire un nuovo scenario nei pazienti con BPCO riacutizzata
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mercoledì 11 luglio 2012
martedì 6 marzo 2012
Endocardite, nuove linee guida BSAC : emocolture
L'altro giorno su Twitter, Tony un brillante studente di medicina nonché assiduo lettore del blog,ha fatto questa domanda: ho letto sull'Harrison che è bene eseguire , nel sospetto di endocardite infettiva, tre prelievi a distanza di almeno 1 ora uno dall'altro prima di inziare la terapia antibiotica. Questo vale anche per il paziente critico con sepsi severa o shock settico?
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martedì 10 gennaio 2012
Non riesco a prendere la vena: chiamo il medico?
Ci sono alcune cose che trovi in letteratura che sono interessanti non tanto per il loro valore scientifico ma in quanto ci "illuminano" su altri modi di vedere le cose ed in particolare di fare il nostro lavoro.
Oggi è il caso di un articolo ahead of print su The Journal of Emergency Medicine: IV Access Difficulty: Incidence and Delays in an Urban Emergency Department.
Oggi è il caso di un articolo ahead of print su The Journal of Emergency Medicine: IV Access Difficulty: Incidence and Delays in an Urban Emergency Department.
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Overcrowding
giovedì 10 novembre 2011
Accesso venoso fuori dall'ospedale: non sempre è necessario.
Quando arriva un paziente in pronto soccorso con un mezzo di soccorso avanzato del 118, nella stragrande maggioranza dei casi, ha un accesso venoso posizionato sul luogo di intervento. In genere questo ci facilita le cose, anzi ci irritiamo un po' quando questo non accade. Ma è sempre corretta questa condotta? A questa domanda cerca di rispondere un editoriale in press degli Annals of Emergency Medicine: Rethinking Out-of-Hospital Intravenous Access.di Samuel J. Stratton..Vediamo cosa dice.
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Emergenza territoriale
giovedì 22 settembre 2011
Rendere più facile l'accesso venoso periferico ecoguidato della vena basilica: tecniche a confronto
E stato recente mente pubblicato sull'International Journal of Emeregncy Medicine uno studio che ha preso in esame due tecniche per aumentare il calibro della vena basilica: il laccio emostatico e il bracciale dello sfigmomanometro.
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martedì 20 settembre 2011
Vene difficili: usa la sonda!
Capita non infrequentemente di avere difficoltà a reperire accessi venosi. Molti di questi pazienti alla fine vengono sottoposti ad un incannulamento venoso centrale che, come sappiamo, oltre a rischi immediati legati direttamente alla procedura, li espone ad infezioni talora difficili da curare.
Per questo da qualche tempo è stata sviluppata la tecnica di ottenere l'accesso venoso periferico con l'aiuto della sonda ecografica.
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