Il paziente è rallentato e lievemente confuso. La parola è un po' impacciata ma non è francamente disartrico né sono presenti chiari deficit di lato. I parametri sono stabili ed il restante esame obiettivo poco significativo.
Mi dice di aver vomitato più volte, di aver vomitato sangue. Le cose cominciano a complicarsi, penso un ictus che non è un ictus e forse una sospetta ematemesi
A quel punto, leggo il foglio di invio del curante: ...disartria ed ematemesi.
Nel frattempo arriva il fratello che conferma che il paziente aveva iniziato nel primo pomeriggio a lamentare mal di stomaco e di aver assistito ad un episodio di vomito scuro.
Eseguo l'esplorazione rettale: feci normocromiche e formate in ampolla. Bisogna mettere un sondino naso gastrico,osservo: " Va bene dice Enrico, lo faccio subito".
Intanto cerco di ricostruire l'anamnesi. Il paziente poco più che sessantenne era un iperteso, diabetico che avevamo visitato circa 20 giorni prima a causa di un TIA carotideo destro per cui da allora era in terapia con acido acetilsalicilico. Questo potrebbe spiegare l'eventuale sanguinamento, penso . Intanto Enrico mi chiama: dal SNG niente, solo materiale biliare, nel frattempo gli ho fatto il tracciato,- guarda qua- e mi fa vedere l'ECG appena eseguito.
Ca..spita, ha un IMA. Il tracciato drl precedente passaggio in DEA era praticamente normale.
Chiamo il cardiologo. Lo guardiamo con l'eco.
Il reperto dell'ecoscopia è compatbile con il quadro elettrocardiografico?
Il paziente viene quindi trasportato presso la sala di emodinamica.
Alla coronarografia è presente una stenosi prossimale dell'arteria discendente anteriore che viene sottoposta a tromboaspirazione e successivo posizionamento di stent medicato.
Cosa mi ha insegnato il caso di questo paziente?
Ancora una volta non è banale dire che l'insidia è sempre dietro l'angolo ed è facile prendere la strada sbagliata. Per fortuna a volte i test ci aiutano. Concludo condividendo un'affermazione famosa di un noto cattedratico di cardiologia ormai scomparso: se fossi su un'isola remota e dovessi scegliere quale strumento diagnostico avere a disposizione, senza dubbio vorrei avere un elettrocardiografo: difficile dargli torto.



2 commenti:
Da cosa derivava il sospetto iniziale di ictus?
Il paziente, da quanto risultava dalla richiesta del medico curante di invio in pronto soccorso sembrava essere disartrico di qui il sospetto di un evento cerbrovascolare acuto. Penso inoltre che questo sospetto diagnostico fosse stato riferito all'operatore della centrale operativa 118 che successivamente l'ha comunicato all'infermiere in DEA. Uno degli argomenti che ho voluto sottolineare nel post è proprio di come anche piccoli "disturbi" della comunicazione tra operatori sanitari possano poi, a volte, portarci fuori strada; senza per questo voler colpevolizzare nessuno.
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