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mercoledì 18 gennaio 2012

Ecografia compressiva anche nei bambini?

Come promesso oggi torniamo a parlare di problematiche pediatriche in pronto soccorso. Da tempo sappiamo che l'ecografia compressiva è uno strumento utilissimo per una diagnosi di primo livello di trombosi venosa profonda negli adulti, ma questo è vero e soprattutto fattibile anche nei bambini? E' stato recentemente pubblicato su Pediatric Emergecy Care uno studio su una serie di casi ed una revisione della letteratura, vediamo insieme cosa dice.

Nell'articolo Emergency ultrasound diagnosis of deep venous thrombosis in the pediatric emergency department: a case series, gli autori analizzano tre casi rispettivamente in pazienti di 18, 16 e 17 anni.

La trombosi venosa profonda è una diagnosi se non rara quantomeno non comune nei bambini e adolescenti che afferiscono ai dipartimenti di emergenza pediatrici. E' responsabile dello 0,05-0,08% dei ricoveri contro il 2,5-5% degli adulti. Pediatric Critical Care Medicine 2011.

La vera incidenza della TVP nei bambini è attualmente sconosciuta ma la maggioranza di esse è in relazione sia al posizionamento di cateteri venosi centrali  che a condizioni  predisponenti quali tumori, cardiopatie congenite, disturbi della coagulazione e traumi.

Bambini inferiori ad 1 anno e adolescenti sono le fasce di età più frequentemente coinvolte, nel primo caso nel 90% la trombosi é in relazione al posizionamento di cateteri venosi centrali.
La sindrome di Lemierre e i traumi hanno maggiore rilevanza negli adolescenti, e spesso però si accompagnano a uno stato trombofilico che andrebbe sempre ricercato.

Le vene maggiormente coinvolte non sono quindi quelle degli arti inferiori come egli adulti ma le giugulari e quelle degli arti superiori, il cui esame non va mai tralasciato.

Come per gli adulti i primi studi sulla diagnostica ecografica della trombosi venosa profonda sono stati eseguiti nei dipartimenti di radiologia ma i primi risultati della metodica che utilizza l'ecografia compressiva nei dipartimenti di emergenza sono promettenti. Sono ovviamente necessari ulteriori di studi che confermino la loro fattibilità anche nei bambini.

Come sempre alcune considerazioni finali.
Sono contento innanzitutto di aver imparato a riconoscere la sindrome di Lemierre di cui credo di aver sentito parlare ai tempi dell'università ma di cui, forse proprio grazie alla mia ignoranza, non ho mai visto un caso in vita mia.
Mi sembra rilevante poi che la TVP sia un problema degli adolescenti che , almeno per la realtà che conosco, non sono pazienti che vengono visti in pronto soccorso solo dal pediatra.
Penso così che la lettura di questo articolo possa essere utile a tutti.

A voi la parole, ovviamente pediatri in testa.

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