Certamente ognuno di voi conosce la differenza tra emergenza intra-ospedaliera ed extra-ospedaliera, la cui gestione fa capo a strutture ben diverse, ma cosa succede quando un evento critico avviene appena fuori dalla porta dell'ospedale? A chi compete l'intervento e quale limite spaziale consente di definire appunto quello che con un neologismo ho chiamato emergenza peri-ospedaliera?
In questi ultimi anni la cronaca è piena di eventi avversi dove il paziente è stato soccorso in ritardo a causa di dispute su a chi spettasse l'onere dell'intervento. Il dibattito è ancora aperto e penso che ognuno a casa propria abbia preso le proprie decisioni in merito.Nell'ospedale dove lavoro, a noi medici e infermieri di pronto soccorso è affidata la gestione dei pazienti che hanno richiesto o necessitano assistenza per motivi di salute poco al di fuori dell'ospedale e nelle cosiddette parti comuni ( cortili, corridoi, ambulatori etc) all'interno dell'ospedale stesso. Agli intensivisti rianimatori l'emergenza nei reparti. Molte sono le questioni aperte, sopratutto per gli interventi effettuati fuori dai muri dell'ospedale ed alcune riguardano la tutela e la sicurezza degli operatori o anche più banalmente qual è il limite superato il quale il soccorso non è più di competenza del team del pronto soccorso ma dei colleghi del 118? Il buon senso dovrebbe guidare le nostre decisioni, ma si sa non è questa merce che si trova a buon mercato.
L'argomento è sicuramente molto dibattuto e sono molto interessato a sentire le vostre esperienze, ma mi preme anche oggi parlare di un alto topic strettamente connesso a questo: i sistemi di risposta rapida o di attivazione di un team dell'emergenza e che si stanno diffondendo anche in Italia.
Il presupposto è piuttosto semplice: imparare a riconoscere i sintomi che precedono un arresto cardiaco in modo da attivare il team dell'emeregnza ed iniziare a predisporre una serie di accorgimenti che hanno lo scopo di prevenire l'arresto o inziare a trattarlo, guadagnando del tempo prezioso.E' stato recentemente pubblicato su Emergency Medicine Clinics of North America una review sull'argomento:
Rapid response systems: identification and management of the "prearrest state".
I sistemi presi in esame sono stati: il MET(medical emergency team), il RRT (rapid response team) e il CCO (critical care outreach).
Una consensus conference del 2006 ha stabilito che il MET deve avere a capo un medico che deve essere in grado di posizionare accessi vascolari centrali, di gestire le vie aeree e di approntare un trattamento da "terapia intensiva" al letto del malato. Il RRT invece è un team in cui una o più caratteristiche del MET vengono a mancare per cui necessita di un aiuto per espletare le cure suddette. Il CCO implica il concetto di outreach, cioè il raggiungere e attivamente valutare eventuali situazioni critiche all'interno dei vari reparti dell'ospedale, al fine di identificare i pazienti a rischio di deterioramento.
Come prevedibile un grosso dibattito si è aperto tra i favorevoli e i contrari .
Cosa dice la letteratura? Alcuni studi hanno documentato una riduzione degli arresti cardiaci intraospedalieri e della mortalità, altri solo dei primi ed altri ancora di nessuno dei due.
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| Glasgow Royal Infirmary - medical ward |
Come in molte altre situazioni, credo sia difficile fare affermazioni nette e ulteriori studi che riescano a mettere insieme buona pratica clinica ed evidenze scientifiche sono auspicabili.
Per chi volesse approfondire, consiglio questa interessante revisione della letteratura pubblicata da Marco Tonin e Stefano Bambi su Scenario la rivista dell'ANIARTI nel 2010.
Come sempre in attesa dei vostri commenti.



1 commenti:
Questo dei sistemi RRS è un argomento che mi è sempre piaciuto.
Come tesi di laurea ho condotto uno studio osservazionale sulla mortalità intraospedaliera prevedibile basata sul riconoscimento precoce del deterioramento dei parametri vitali attraverso scala di valutazione a punteggio aggregato(MEWS) nei pazienti critici nella unità operativa di Medicina di Urgenza di un Policlinico di Roma.
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