Il problema della oligoanalgesia è sempre più sentito, non solo dai pazienti , ma anche dagli operatori sanitari tutti.
Esistono in letteratura svariati protocolli. Quello che vi voglio presentare oggi è, secondo me, particolarmente interessante in quanto cambia completamente la prospettiva del nostro intervento terapeutico.Sulla falsa riga dei protocolli del dolore postoperatorio o nel malato oncologico, non è il medico infatti che, in base al quadro clinico, calibra l'intensità dell'intervento terapeutico, ma il paziente che decide quando effettivamente ha ottenuto la giusta analgesia. Cosi l'anno scorso ho trovato su EMcrit il protocollo del Dr Gentile e mi è subito piaciuto.
E' indicato nel dolore moderato-severo , ed ecco in breve in cosa consiste:
- Morfina 0,1 mg/kg ev se il paziente ha 55 anni o più dimezzare la dose (oops- qui già mi considerano anziano!) - associare Difenidramina 0,5 mg kg ev
- dopo 7 minuti si chiede al paziente. "vuoi ancora antidolorifico?" Se la risposta affermativa si somministrano 0,05 mg/kg di morfina
- dopo altri 7 minuti si ripete la domanda e se la risposta è affermativa si somministra la stessa dose di morfina e cosi avanti di 7 minuti in 7 minuti sino a che il paziente non ne richiede altra o si addormenta.
Sicuramente più di qualcuno storcerà il naso su uno uso così liberale degli oppiacei, ma credo che il problema stia proprio lì : non li usiamo abbastanza ed i pazienti soffrono inutilmente.
Tornando al protocollo, l'autore ha scelto la morfina per l'emivita dicreamente lunga. Io, ad esempio, nelle coliche renali molto dolorose prediligo il fentanyl , più potente ma con minor durata di azione.
La difenidramina non esiste in Italia, quindi, per mitigare gli effetti collaterali più fastidiosi degli oppaicei quali nausea, vomito ed ipotensione si potrebbe optare,ad esempio, per un altro antistaminico come la clorfenamina oppure per la metoclopramide o l'alizapride, la prima peraltro gravata maggiormente di effetti collaterali.
Concludendo possiamo scegliere tra svariate combinazioni di farmaci quello che più importa è che nel dolore severo non lesiniamo gli oppiacei. Vedere sorridere dopo pochi minuti dall'inizio della terapia pazienti che prima urlavano dal male è , come dice quella famosa pubblicità, una cosa.... che non ha prezzo!!
Concludendo possiamo scegliere tra svariate combinazioni di farmaci quello che più importa è che nel dolore severo non lesiniamo gli oppiacei. Vedere sorridere dopo pochi minuti dall'inizio della terapia pazienti che prima urlavano dal male è , come dice quella famosa pubblicità, una cosa.... che non ha prezzo!!


1 commenti:
Sono d'accordo sulla terapia del dolore!
(una volta tanto sono d'accordo su qualcosa).
Ho partecipato più volte, come docente, al nostro corso aziendale "ospedale senza dolore"; la morfina non è il farmaco di punta, ma è un farmaco utile e abbastanza maneggevole...Ho anche sottoposto un protocollo sulla terapia analgesica già al Triage, alla nostra caposala...la quale se ne è altamente disinteressata...mentre gli infermieri hanno paura a poter somministrare, anche con un semplicissimo protocollo algoritmico, farmaci analgesici al paziente che attende il suo turno... Che amarezza...
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