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giovedì 11 agosto 2011

Trauma epatico chiuso: protocollo non chirurgico


The trauma professional's blog, uno dei più interessanti blog di medicina d'urgenza ha recentemente pubblicato le linee di indirizzo della Western Trauma Association sul trauma epatico chiuso dell'adulto

Il protocollo pubblicato nel luglio 2009 prevede due bracci: quello operativo cioè cosa dovrebbe fare il chirurgo in sala operatoria e quello non chirurgico laddove la decisione di andare in sala operatoria non è necessaria o non è stata ancora presa. Ovviamente ci occuperemo in particolare di quest'ultimo.Come sottolineato dall'editor del Blog Dr Michael MCGonigal l'algoritmo è abbastanza intuitivo.
Questi i punti salienti:
  • I pazienti instabili richiedono una rapida identificazione della causa del trauma, se l'ecografia FAST è positiva il paziente deve andare in sala operatoria e seguire il protocollo operativo
  • La TC va utilizzata nella diagnosi del paziente stabile ma se viene identificata una lesione epatica ed il paziente diventa instabile deve andare in sala operatoria
  • Uno stravaso di mezzo di contrasto in un paziente stabile dovrebbe richiedere l'intervento del radiologo interventista per una eventuale embolizzazione
  • In caso di insorgenza di complicazioni (SIRS, dolore addominale, febbre o ittero) un nuovo esame Tc è autorizzato
  • Lesioni ascessuali epatiche o raccolte biliari possono gestite mediante la radiologia interventistica. Perdite biliari persistenti possono essere ridotte mediante ERCP o sfinterotomia
  • La laparascopia può essere utilizzata per trattare ascite biliare o rilevante emoperitoneo
La premessa che si legge in queste linee di indirizzo è che comunque non vi siano grosse evidenze e che in assenza di studi randomizzzati le linee guida sono basate su studi osservazionali e retrospettivi.
E' ovvio che il tutto vada discusso con l'attore principale: il chirurgo

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