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mercoledì 6 giugno 2012

Gamma-GT ed embolia polmonare

Sono sempre stato abituato a pensare alla gamma-gt come a un marker correlato ad un'epatopatia o al consumo di alcol, così quando mi sono imbattuto in un articolo dell'American Journal of Emergency Medicine che lo associava all'embolia polmonare, sono rimasto quanto meno incuriosito. Diamoci uno sguardo insieme.


Un gruppo di cardiologi e medici d'urgenza turchi ha infatti pubblicato, ePub ahead of print, nel febbraio scorso un lavoro dal titolo Increased γ-glutamyl transferase levels predict early mortality in patients with acute pulmonary embolism.con l'idea di verificare se la γ-Glutamyl transferasi (GGT) potesse essere di una qualche utilità come marcatore prognostico nei pazienti con embolia polmonare.
La GGT è un enzima presente nella membrana cellulare di molti tessuti, in particolare di fegato, rene e dotti biliari. Sebbene il suo aumento nel sangue sia principalmente legato al consumo di alcol o a una disfunzione epatobiliare, ci sono alcuni dati in letteratura che correlano inversamente la sua concentrazione sierica con la prognosi della malattia coronarica, dell'infarto miocardico e dello scompenso cardiaco.

Lo studio
Tra il giugno 2009 e luglio 2011 è stato eseguito uno studio osservazionale su 192 pazienti che si erano presentati in pronto soccorso e successivamente  ricoverati  per sospetta embolia polmonare. Di questi 127 furono considerati eligibili per lo studio.
Il cutoff della GGT, misurata all'ingresso,  è stato considerato 55 IU/L. Sono stati così categorizzati i pazienti, con embolia polmonare confermata alla TC o alla scintigrafia polmonare, come appartenenti a due gruppi:
- gruppo I con GGT minore o uguale al cutoff
- gruppo II con GGT > 55 IU/L
Tutti i pazienti sono stati sottoposti ,oltre a  una dettagliata anamnesi ed un esame obiettivo con la rilevazione dei parameri vitali, anche ad un esame elettrocardiografico e, qualora il medico di pronto soccorso l'avesse ritenuto indicato, un ecocardiogramma.
Nei pazienti sottoposti a ecocardiografia sono stati valutati:
- segni di disfunzione ventricolare destra (dilatazione del ventricolo destro associata alla presenza del segno di Mc Connell )
- insufficienza tricuspidale severa misurata al doppler insieme alla determinazione della vena contracta
- calcolo della pressione arteriosa polmonare



I pazienti sono stati seguiti per un periodo di follow-up di 11± 7 giorni

Obiettivo
Obiettivo dello studio era valutare l'eventuale correlazione tra GGT e mortalità precoce per embolia polmonare acuta.

Risultati
Nei pazienti con embolia polmonare acuta  i livelli sierici di GGT correlavano con:
- frequenza cardiaca all'arrivo
- pressione arteriosa sistolica e diastolica
- saturazione di ossigeno
- gravità dell'insufficienza tricuspidale
- livelli ematici di: ALP, ALT, creatinina e troponina ma non con altri esami di laboratorio

I livelli di GGT, troponina, creatinina, fosfatasi alcalina (ALP),  alanina aminotransferasi (ALT), la frequenza cardiaca, la saturazione di ossigeno, la dilatazione/ipocinesia del ventricolo destro, l'interessamento dell'arteria polmonare principale e la presenza di shock sono risultati essere importanti per la prognosi dei pazienti con embolia polmonare acuta.

Dei 127 pazienti inclusi nello studio, 18 sono deceduti durante il follow-up. Solo1 era nel gruppo I, mentre i restanti 17 erano nel gruppo II.

Dopo un' analisi multivariata, solo i livelli di GGT all'ingresso, la presenza di shock, la frequenza cardiaca e l'età sono risultati essere associati con un aumentato rischio di mortalità precoce per embolia polmonare acuta.

Limitazioni
Per stessa ammissione degli autori esistono delle limitazioni a questo studio rappresentate in primis dalle dimensioni del campione.  Nè la bilirubina nè il BNP sono stati valutati nello studio. La troponina ha trovato una correlazione prognostica negativa solo nell'analisi univariata e non in quella multivariata; questo potrebbe essere legato al tempo molto precoce di determinazione e avere quindi influito sul risultato.

Conclusioni
I livelli sierici di GGT sono risultati associati alla presenza di peggiori parametri di emodinamica. La GGT sembra essere quindi utile nella stratificazione del rischio dei pazienti con embolia polmoanre.

Commento finale
Come sottolineato nell'editoriale di commento a questo studio:  Risk stratification in acute pulmonary embolism: what does γ-glutamyl transferase add? e come facilmente intuibile, il dosaggio della GGT ha una elevata sensibilità (94%) ma una bassa specificità (66%) nel predire la mortalità a 30 giorni nei pazienti con embolia polmonare. In poche parole un suo dosaggio sotto il cutoff considerato, ci dirà che il paziente avrà una prognosi buona piuttosto che il contrario.
La reale domanda da porci è: la determinazione della GGT ci dirà qualcosa in più rispetto a quanto già sappiamo nella stratificazione prognostica dell'embolia polmonare o sarà solo un altro test da aggiungere ai più noti troponina e BNP?
Come auspicato da tutti, solo uno studio ben strutturato e di dimensioni adeguate potrà forse darci una risposta.

2 commenti:

Stilicho ha detto...

Quanto alla reale utilità della GGT in questo ambito sono, per ora, molto dubbioso...
Ringrazio invece per aver mostrato, con tanto di video, il segno di McConnel che, lo ammetto non conoscevo. Nella mia pratica quotidiana non ho esperienza di ecocardiografia, ma una "occhiata" al cuore per via sub-xifoidea con la convex la do volentieri... anche se non so se questa e' la finestra ottimale per visualizzare tale segno.

Unknown ha detto...

N.M.
concordo con te.
Diciamo che l'argomento rientra più nelle curiosità che non negli aggiornamenti.
Riguardo a Mc Connell sign credo si possa valutare anche nella proiezione sottocostale, sicuramente utile nell'esplorare le sezione destre , anche se probabilmente è più semplice da vedere in quella 4 camere.

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