L'altro giorno uno dei tirocinanti mentre stavamo visitando un paziente in evidente sovrappeso con una colica renale mi ha chiesto" ma non dovremmo aumentare la posologia dell'antidolorifico in un paziente come questo?" Lì per lì mi è venuto da rispondere che avremmo titolato la dose in base alla risposta analgesica che è soggettiva, ma somministrare la stessa quantità di morfina a una persona di 50 o 120 kg ottiene lo stesso risultato?
E' in attesa di essere pubblicato - ahead of print - su Emergency Medicine Journal uno studio che ha focalizzato l'attenzione su questo tema: Analgesic response to morphine in obese and morbidly obese patients in the emergency department., vediamo cosa dice
Lo studio
E' stato così condotto uno studio retrospettivo su 300 pazienti consecutivi visitati presso un pronto soccorso ad alta complessità ( tertiary emergency department) degli Stati Uniti.a causa di una sintomatologia dolorosa acuta. I pazienti sono stati suddivisi in 3 categorie:
- non obesi con BMI compreso tra 18.5-29.9 kg/m
- obesi con BMI compreso tra 30.0-39.9 kg/m
- gravemente obesi con BMI ≥40 kg/m.
Ogni gruppo era costituito da 100 persone.
A tutti i pazienti è stata somministrata una dose standard di morfina endovena di 4 mg. E' stata poi valutata l'intensità del dolore in condizioni basali e dopo la terapia utilizzando una scala numerica da 0 a 10, ( 0 assenza di dolore, 10 il peggiore dolore possibile).
Obiettivo
L'obiettivo era mettere a confronto la risposta analgesica alla morfina in pazienti obesi e non obesi.
Risultati
La valutazione numerica di base del dolore fu 8,5 nei non obesi, 8 negli obesi e 8,5 nei gravemente obesi e la risposta dopo la somministrazione di morfina fu rispettivamente 2,3 e 2 (p=0.160). In una analisi della regressione lineare il BMI non fu predittivo della risposta analgesica
Conclusioni
Le conclusioni degli autori sono in accordo con i risultati. I pazienti obesi, anche quelli gravemente obesi, non richiedono un adeguamento della posologia nella somministrazione di morfina praticata per l'insorgenza di un dolore acuto.
Commento personale
Con i limiti derivanti dal fatto che quello in questione è uno studio prospettico e non randomizzato, non credo che debbano stupire i risultati e le conclusioni cui sono giunti gli autori. E' esperienza comune che la risposta antidolorifica dipenda più da altri fattori che non da una mera relazione dose effetto. Il problema più importante credo comunque non sia tanto quanta morfina fare a un determinato paziente, ma quello di un suo ancora troppo scarso utilizzo nei nostri dipartimenti di emergenza. Correggetemi se sbaglio.
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1 commenti:
"stai usando troppa morfina, ci riempirai il PS di tossiconi!"
(fu il "benvenuto" che ricevetti da colleghi e infermieri al mio primo incarico in PS, oltre una decina d'anni fa....)
No Carlo... NON sbagli... (purtroppo)...
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