EMpills-pillole di medicina d'urgenza

curiosità-novità-aggiornamenti in medicina d'urgenza

mercoledì 30 maggio 2012

Sirene e lampeggianti...

Diamo per scontato che quanto più rapidamente un traumatizzato o un paziente in condizioni instabili viene trasportato dal luogo dell'evento al pronto soccorso, maggiori siano le opportunità che ha di salvarsi. Questo prevede l'utilizzo, da parte di chi è alla guida dei mezzi di soccorso, di sirene, lampeggianti e di una velocità di marcia tali da raggiungere questo scopo.  Questo modo di operare è veramente utile? In poche parole i minuti guadagnati durante il trasporto rappresentano realmente un vantaggio e quali sono i rischi? A queste domande cerca di rispondere un articolo in press sull'American Journal of Emergency Medicine.


Use of a limited lights and siren protocol in the prehospital setting vs standard usage è il titolo dell'articolo in questione. Vediamo cosa dice.

Lo studio
Negli Stati Uniti non esiste un protocollo nazionale per l'utilizzo delle sirene e dei lampeggianti. Il tempo risparmiato utilizzando simili protocolli è variabile, da 0,46 sec di uno studio a 2,62 minuti di un altro. Questo tempo risparmiato vale il rischio di collisione, sicuramente presente quando si tenta di raggiungere l'ospedale nel più breve tempo possibile?
Gli autori hanno così condotto uno studio di coorte mettendo a confronto 4 diverse città in cui era stato definito un protocollo di utilizzo di luci e lampeggianti, con altre 4 città in cui l'utilizzo era a discrezione del personale.
Le situazioni cliniche per cui era autorizzato l'uso del protocollo sono riassunte qui sotto


Obiettivo
Lo scopo dello studio era verificare se un tale protocollo potesse influire sul destino del paziente, una volta giunto in ospedale, ed in particolare quello che gli autori hanno definito  discharge status
- dimissione dal dipartimento di emergenza
- ricovero in ospedale con monitoraggio cardiaco
-  ricovero ospedaliero ma non in terapia intensiva
- necessità di terapia intensiva o di un trattamento chirurgico del trauma

Risultati
Nel periodo compreso tra luglio e dicembre 2009 sono stati trasportati  808 pazienti. Non vi sono state differenze significative rispetto all'obiettivo primario, ovvero il destino dei pazienti una volta giunti in pronto soccorso. Il personale addestrato all'utilizzo del protocollo sull'uso di sirene e lampeggianti li ha utilizzati con una frequenza 5,6 volte minore.

Limitazioni
Una limitazione è rappresentata dalla scelta delle città coinvolte nello studio le cui dimensioni, ma non la distribuzione demografica, possono non essere considerate perfettamente omogenee ed assimilabili al territorio nazionale.

Conclusioni
Gli autori concludono che l'uso di protocolli standardizzati di utilizzo di sirene e lampeggianti riduce notevolmente il loro uso e questo ha un notevole impatto sulla sicurezza.

Commento personale
Ancora una volta mi stupisco di quanta rilevanza venga data oltre oceano a cose, almeno in apparenza scontate. 
Assodato infatti che usare dispositivi di allarme e velocità  eccessive comporti un rischio non solo per trasportato e trasportatori, ma anche per altri utenti della strada. Meno scontato, forse, il fatto che alla fine il destino del paziente una volta giunto in ospedale non cambi.
Qual è la situazione da noi? Onestamente non lo so. L'uso della sirena andrebbe riservato, credo, ai codici ad alta priorità ( gialli e rossi), ma l'impressione e che non sempre sia così.. Guardando poi le indicazioni utilizzate nello studio, queste mi sembrano senza dubbio più restrittive di quelle che vengono utilizzate abitualmente alle nostre latitudini. L'intenzione è senza dubbio meritoria, non sempre il risultato, ma forse è solo una mia impressione. 
Mi aspetto i commenti di chi vive questa esperienza tutti i giorni e non solo...

5 commenti:

Un Soccorritore ha detto...

In realtà da noi la realtà è del tutto frammentata, non si può parlare di un unico protocollo per tutti.
Nella mia zona, sirena e lampeggianti vanno di pari passo a codici gialli e rossi, che vengono elargiti con parsimonia (soprattutto per quanto riguarda il ricovero in H, perché in uscita a volte abbiamo "l'emergenza" in quanto l'utente non si spiega bene e nel dubbio cercano di farci arrivare quanto prima).
Da semplice soccorritore quale sono, turnando spesso, posso dire che in una buona fetta di casi è vero che il destino del paziente non cambia, tuttavia c'è anche una parte di pazienti le cui sorti dipendono dalla tempestività dell'intervento, ed è per quelli che val la pena accendere la sirena.
Che poi, per quel che ho constato negli anni di servizio, c'è un vizio di fondo: coordinamento servizio 118/Pronto soccorso.
Tantissime volte ricoveriamo in giallo, arriviamo in PS col pz spesso critico e nessuno è lì pronto ad intervenire perché nessuno è stato preallertato.
E in questi casi è vero, la sirena coi rischi che comporta non serve a niente se il "meccanismo" si inceppa.

Emiliano Bruni ha detto...

Nella nostra realtà, in cui il PS si trova spesso ad oltre 10 minuti dal target che possono anche diventare 30 per il traffico, l'utilizzo congiunto lampeggianti/sirene è spesso fondamentale. Per gli interventi di emergenza il protocollo prevede, sui codici verdi il solo uso dei lampeggianti che quindi non danno alcuna "priorita" ma servono solo a rendere all'utenza evidenza del fatto che l'ambulanza sta compiendo un servizio e che non sta andando a spasso per conto suo. Per il giallo e il rosso prevede l'uso congiunto di lampeggianti e sirene. Poi, dopo i tagli effettuati l'anno scorso che hanno ridotto drasticamente le ambulanze sul territorio è nato un nuovo codice, non scritto, che io chiamo 1 e 1/2 (da noi i codici rientro sono numerici 1=verde, 2=giallo, 3=rosso) che equivale alla specifica della centrale di rientrare in uno e, se trovate traffico, accendete le sirene. Anche qui da noi sussiste il problema di arrivi al PS in giallo/rosso senza che il PS sia stato allertato. L'unico caso in cui vedo sempre allertato il PS è sul codice Blu ossia sul paziente in ACC.

Carlo D'Apuzzo ha detto...

Un Soccorritore, Emiliano, grazie del vostro commento. Ero sicuro che questo tema sarebbe stato di interesse. Concordo con voi che non si possa generalizzare.Come sempre anche al di fuori di protocolli condivisi, sicuramente utili, è il buon senso che deve governare le nostre azioni. Per quanto riguarda l'allerta, io vedo che nella mia realtà, è una prassi consolidata se non sempre almeno in una buona percentuale di casi.

benito schneider ha detto...

Buona sera, io vorrei dare la mia opinione da volontario di CRI, sono autista soccorritore ed è un'incarico che, nel contesto di servizio 118, svolgo saltuariamente. Per quello che mi riguarda personalmente mi è stato spiegato in poche parole che: si va bene adottare le misure di protocollo per i codici gialli e rossi con segnalatori luminosi e acustici, ma mai a scapito dell'incolumitaà dell'equipaggio del mezzo e soprattutto delle utenze che si possono incontrare nel tragitto sia in andata che in ritorno con il paziente a bordo. Io devo dire che mi sono sempre comportato di conseguenza in base alle caratteristiche d'intervento ( orario, traffico, distanza da raggiungere, tipologia d'intervento, numero di infortunati etc ) scindendo la procedura delle linee guida con la valutazione personale di esigenza e sicurezza a 360 gradi.

Carlo D'Apuzzo ha detto...

Benito,
grazie della tua testimonianza.In un mondo fatto di pur utili protocolli, il buon senso è una merce sempre più rara.

Posta un commento