Risponde che soffre da anni di ipertensione ben controllata da una compressa di amlodipina ma, a parte quello, non ha problemi seri di salute. "Per avere 73 anni me la cavo ancora discretamente". "Tre giorni fa però, ho cominciato ad avere dolore al polpaccio destro, mi si sono gonfiati anche un po' i piedi e mi è venuto il batticuore; così sono andato in un altro ospedale. Al pronto soccorso mi hanno fatto l'elettrocardiogramma e mi hanno detto che non c'era niente di grave. Mi han dato delle gocce tranquillanti che, lì per lì mi han fatto bene, ma oggi mi sembra che siamo al punto di partenza". L'elettrocardiogramma che esibisce dimostra unicamente una tachicardia sinusale a 110 min.
Comincio a visitarlo. Tutto sembra normale. Non ci sono soffi cardiaci. Il reperto polmonare e addominale è normale. E' presente una lieve succulenza declive, ma il paziente prende l'amlodipina, penso. Il segno di Lasegue debolmente positivo a 60° a destra. Saturazione, pressione, temperatura, frequenza cardiaca e respiratoria perfetti.Decido di fare un eco per orientarmi meglio, anche se la prima idea che mi sono fatto è che abbia una lombosciatalgia.
L'aorta è normale, nessun versamento endoperitoneale, pleurico o pericardico. La cinesi ispettiva sembra normale, le cavità destre non dilatate. La vena cava inferiore è regolare e la CUS è negativa bilateralmente.
Sto quasi per dimetterlo, ma quella tachicardia di pochi giorni prima e l'aspetto serafico del paziente mi infastidiscono. Non ha l'aspetto dell'ansioso. Lo reinterrogo."Ogni tanto, come tutti , ho qualche momento difficile, ma in genere sono una persona tranquilla". D'altro canto non emerge nessun vero fattore di rischio trombotico. Un po' pilatescamente chiedo una colonna LS e degli ematici tra cui un D dimero.
Arrivano gli esami della colonna, si evidenzia una lomboartrosi e il D dimero è lievemente mosso, 2,6.
Sono al punto di partenza.
Decido di non accontentarmi. Lo mando a fare la TAC del torace.
Ho fatto bene? Questo il referto.
Volendo commentare questo caso clinico che molti immagino riterranno non solo semplice, ma quasi banale c'è solo una cosa, secondo me da sottolineare: l'impressione clinica, ovvero quell'insieme di ragionamento ed esperienza che ci fa arrivare alla diagnosi rimane fondamentale nel nostro lavoro. I test spesso ci aiutano, a volte ci confondono, ma da soli valgono poco.
Questo è vero in generale, ma soprattutto nella diagnostica dell'embolia polmonare, tant'è che nella Clinical policy sull'embolia polmonare del 2011, l'ACEP equipara, nella valutazione pre-test del rischio trombotico, la clinical gestalt ai diversi scores abitualmente utilizzati per questo scopo.(Wells, Geneva, Kline, Pisa ).
Nella realtà le cose sono tutt'altro che semplici.Non sempre intuito clinico e scores ci consentono di non mancare una diagnosi. La concentrazione e la fatica giocano spesso un ruolo fondamentale.
Sarei stato in grado di dare lo stesso peso a quella tachicardia, apparentemente dissonante, se avessi visto il paziente al termine di una notte di guardia? Non lo so, ma preferisco, ancora una volta, non pensarci.









5 commenti:
Ancora una volta ti faccio i miei complimenti, credo che 9 medici su 10 incluso me lo avrebbero dimesso, visto e considerato che ha uno score basso. Hai pensato a provare con un eco-polmone prima della tc?
Tony,
come ho detto, in situazioni come quelle del post, molto dipende dalla nostra capacità di concentrazione e dalla fortuna più che dalla nostra bravura. Per quanto riguarda la domanda,ho solo ricercato la presenza di un eventuale versamento. Non credo che al momento attuale ci si possa basare solo sull'eco toracica per fare una diagnosi definitiva di embolia polmonare. Le lesioni subpleuriche o il versamento localizzato , secondo me , possono rappresentare un indizio ma non una prova. Nel caso specifico poi il paziente non aveva alla TC nessuna lesione polmonare o pleurica e soprattutto non aveva alcuna sintomatologia che giustificasse quel tipo di reperti.
Carlo,
obiettivamente la diagnosi era difficile.Certo la fortuna e il livello di attenzione e di concentrazione che possiamo fornire in quei momenti contano al fine di giungere ad una corretta diagnosi. Tuttavia l'impressione, l'esperienza ed il giudizio clinico sono fondamentali e talora decisivi,uniti ovviamente ad accurata anamnesi ed un attento esame obiettivo (siamo alle solite: la clinica!!). Nella fattispecie ritengo che fossero campanelli d'allarme due cose: 1) il pz era tornato in ps (e quando torna....); 2) la tachicardia: va sempre spiegata.
Noi medici d'urgenza comunque siamo fortunati rispetto agli specialisti: vediamo sempre i pz nella loro "interezza".
Quanto all'eco polmone penso che non avrebbe aiutato: avresti probabilmente trovato un polmone "asciutto" (e se fosse stato "bagnato"? forse ti avrebbe confuso...)
Una domanda infine: mi dici per favore i range di normalità del vostro d dimero?
N.M.
nell'ospedale dove lavoro, il Mauriziano di Torino, il cut-off per il D Dimero è 0,5 ng/ml.
Al riguardo credo che qualche precisazione vada fatta. Noi tutti, ed io pur sapendo di sbagliare non faccio eccezione, siamo a abituati a considerare la positività del D Dimero come un indice di sospetto di malattia tromboembolica, soprattutto quando questo è molto elevato (10 -20 nella nostra pratica quotidiana). Sappiamo invece che il test ci serve molto quando è negativo ma molto poco quando è positivo, se poi la positività sia 0,55 o 40, in teoria poco dovrebbe importare ma è più forte di noi, difficile resistere all'associazione D Dimero molto elevato e TEP o dissezione a seconda delle circostanze.
Nel nostro DEA, dolore al polpaccio e tachicardia >> ECG + D-Dimero (più altro) > se d-dimero positivo (abbiamo avuto TEP con 0.8 con un cut-off di 0.5)>> ecocardio/AngioTAC torace...devo ammettere che è la norma...almeno io ho imparato a far così dai miei colleghi.
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