Forse perché reduce da un mese piuttosto pesante, ho pensato che questo potesse essere un argomento di interesse per tutti, non solo per i vecchietti, scusate volevo dire i medici esperti non più giovani.
Del benessere del medico d'emergenza si sono occupati in molti e le società scientifiche dedicano intere pagine dei loro siti web. Cerchiamo di vedere un po' più da vicino le caratteristiche del problema.
Sul sito dell'ACEP, l'associazione americana dei medici d'emergenza, nella pagina dal titolo Considerations for Emergency Physicians in pre-retirement Years si propongono alcune ricette per rendere il lavoro del medico "anziano" in pronto soccorso più sopportabile.In buona sostanza, quello che viene proposto è una riduzione dei turni notturni magari scambiandoli con i week end , concedere maggior tempo di recupero dopo le notti di guardia, ridurre l'orario dei turni stessi ed aumentare le pause tra di essi. Consentire poi al senior di occuparsi di un volume minore di pazienti per turno di guardia. Sia bene inteso, ognuna di queste considerazioni viene fatta precedere da un: quando possibile.
E i medici stessi cosa pensano dell'argomento?
Nel numero di giugno del 2011 è stato pubblicato su : The Journal of Emergency Medicine, il risultato di un'indagine che ha coinvolto medici d'emergenza con oltre 55 anni Issues of concern to emergency physicians in pre-retirement years: a survey. Sono stati intervistati via mail 1000 medici d'emergenza , 802 le risposte considerate utili. Questo il resoconto:
- L'età media era di 57 anni i quali lavoravano 30 ore dedicata alla clinica e 12 ore invece ad altre attività
- Il 74% riferiva difficoltà maggiori nel recuperare dopo il turno notturno
- il 40 % lamentava difficoltà nel gestire alti volumi di pazienti e una proporzione sostanzialmente analoga (36%) nel gestire lo stress. Le conclusioni degli intervistati sono state che nel complesso erano in grado di svolgere in modo adeguato il proprio lavoro nonostante una certa difficoltà sia dal punto di vista fisico che mentale.
Credo che la maggior parte di noi si sia messo se non a ridere quantomeno a sorridere leggendo conclusioni che appaiono del tutto scontate, ma il problema esiste. Con lo scarso ricambio generazionale che ha caratterizzato la popolazione medica in questi anni, quanti turni notturni dovrebbero fare i juniors per preservare il riposo notturno ed il ritmo circadiano degli anziani. L'idea poi di scambiare notti con week end mi fa rabbrividire, dovrei rinunciare all'unico week end libero al mese per una notte in meno? Qualcuno ha prospettato come soluzione quella di migrare verso situazioni meno impegnative dal punto di vista turnistico, come il trasferimento in reparti di medicina interna, ma anche questa non mi pare una soluzione.In altri paese il carico lavorativo dei giovani medici è decisamente pesante, mentre i "consultant" se la passano piuttosto bene, almeno per quel che ricordo della passata esperienza inglese. Niente notti o week end, solo reperibilità e supporto. E' la strada giusta? Mi piacerebbe dire di sì, ma me ne manca il coraggio.
L'argomento è veramente interessante e prima o poi interesserà tutti quanti.
Sempre in attesa dei vostri commenti.


6 commenti:
Qualche mese fa avevo seguito online tutta una discussione sui turni dei medici. Un interessante articolo del NYT che riassume la questione è: http://goo.gl/vjfPs
Quello che non ho ancora capito è come siano possibili e sostenibili delle settimane di 100 ore di lavoro, che negli USA, almeno per i residents e young interns, sembrano essere la norma. Il succo del discorso di molti medici d'oltreoceano era "possiamo continuare a garantire un buon training anche con meno di 100 ore / settimana?" e si stupivano di quanto poco si lavori in Europa.
Quando lavoravo, undici anni fa, in un DEA di I Livello Medico-chirurgico, facevo turni di 12 ore con 8 notti al mese...ero giovane...ma le notti eravamo in 2, riuscivamo persino a riposare un pochettino, a turno. Ma avevamo la Chest Pain Unit...a parte le urgenze e le emergenze, i Cardiologi erano veramente disponibili... Ora lavoro in un DEA Internistico per 35 ore a settimana (3 ore sono riuscito a farmele dare per altre attività cliniche...delle 3 ore e mezza per aggiornamento, ovviamente, non se ne parla neanche), con 1 notte a settimana, all'incirca, più reperibilità, di cui almeno una consiste in un'altra notte (e relativo salto-riposo). La cosa che a me pesa di più sono i turni di 6 o 7 ore, che impongono, quindi, di lavorare in DEA almeno 25 giorni al mese (contando le notti come lavoro giorno prima-giorno dopo)...E' vero che così facendo si fanno meno ore continuativamente, ma lo stress di tornare ogni giorno a svolgere un lavoro che, a differenza del Reparto - non ha necessità di continuità assistenziale, ha dell'intollerabile. Ma la cosa veramente intollerabile dello stress di lavorare come "Medico Anziano" in DEA è l'intollerabile quantità di prestazioni ambulatoriali Codice Bianco-verde che stressano, stressano, stressano...Per ogni urgenza, in cui l'esperienza e le capacità del Medico Anziano sono essenziali e in cui il sopracitato medico è contento di dare il meglio di sè, vi sono almeno otto situazioni frustranti di ambulatorio (giovanile e gerontologico)...Io lavoro, tra DEA e altre attivitò ospedaliere, circa 50 ore a settimana, in realtà, oltre le almeno 2-3 ore giornaliere di studio al domicilio, ma ribadisco che il lavoro, anche sul ciglio dei miei quasi 50 anni, non mi peserebbe se non fosse così pervertito sul versante dell'assistenza-totale-dovuta-gratuita di cui l'Italia (e gli italiani) è rappresentante primaria...Insomma...lavorare tanto va benissimo, ma lavorare così, assolutamente no! Ah...100 ore a settimana significa lavorare oltre 14 ore al giorno per 7 giorni...dato che questo significa idiozia oltre che sfruttamento, direi che è da scartare...50 ore a settimana significano - per 5 giorni - 10 ore al giorno...in pratica 2 ore di straordinario al giorno (con 2 giorni liberi la settimana), che per un Dirigente dovrebbero essere la norma, senza pretese di straordinario pagato...inoltre, se consideriamo turni di 12 ore, significherebbe poter fare 2 turni diurni di 12 ore un turno notturno di 12 ore - in DEA - e attività di ricerca e ambulatorio per altre 14 ore...senza stress particolari...
Tony,
grazie del tuo commento. Non sempre quello che fanno all'estero è meglio di quello che facciamo noi. Lavorare 100 ore a settimana è pericoloso non solo per i medici ma soprattutto per i pazienti.
PG,
bisogna farsene una ragione. Il lavoro di pronto soccorso comprende la gestione anche di pazienti con patologie non gravi. Se dovessimo trattare solo i malati gravi credo che almeno la metà del personale attualmente presente, ancorché in grave carenza rispetto alle attuali esigenze, dovrebbe starsene a casa.Il problema è enorme e comprende una riorganizzazione generale del sistema e non solo del pronto soccorso. Ultimo ma non ultimo 14 ore tra ricerca e ambulatorio alla settimana penso riescano a farle solo all'università, almeno in Italia.
100 ore a settimana sono una follia, ma 50 (di cui "solo 36" di DEA...
Un esempio:
- Lunedì: 12 ore DEA/OBI
- martedì: 7-8 ore ricerca/ambulatorio
- mercoledì. 12 ore DEA/OBI
- Giovedì notte: 12 ore DEA/OBI (non da soli)
- venerdì mattina o pome: 7-6 ore di ricerca/ ambulatorio...
Sabato e Domenica: liberi (ovviamente si ruoterebbe sui giorni...)
:-))))
Il lavoro di Pronto Soccorso dovrebbe disporre di una Guardia Medica per i codici Bianchi e Verdi (Posto di Primo Soccorso), attiva 24 h, magari un MMG a turno.
Attualmente, il costo delle prestazioni dei pazienti codice Bianco (non traumatico) che arrivassero in DEA dovrebbe essere detratto dallo stipendio dei rispettivi MMG...come fanno in alcuni Paesi (almeno uno).
Metà del Personale non starebbe a casa, se vedessimo solo le urgenze: se fosse così, visto lo scarsissimo numero delle chiamate in reperibilità, con lo stesso concetto si dovrebbe/potrebbe abolirla, no? La Guardia Attiva non è per quello che accade, ma per quello che potrebbe accadere, anche un solo paziente Codice Giallo o Rosso...da noi questa categoria di pazienti impegna a sufficienza...
In ultimo, se ritieni che se vedessimo solo urgenze, metà del personale potrebbe stare a casa, vuol dire che ora siamo più che sufficienti...per cui non dovremmo lamentarci del superlavoro...ma se non ci possono essere garantite le 4 ore di aggiornamento settimanale previste dal contratto, vuol dire che non siamo più che sufficienti e che lavoriamo sempre in emergenza, no? O sbaglio i conti? :-))))
..ma perchè un medico "senior" non può fungere semplicemete da tutor per un junior?!
affiancare ad ogni senior una matricola che..un po certo verrebbe "sfruttato" ma avrebbe anche la possibilità di rubare i segreti del mestiere. Vantaggi per il medico senior...un po di lavoro in meno...
Milord,
quello che tu proponi è sostanzialmente, per quanto ne so, il sistema che vige nei paesi anglosassoni dove però i juniors vengono sottoposti a turni di lavoro veramente molto pesanti.Onestamente non credo che questa soluzione sia neanche lontanamente proponibile da noi in Italia sia per l'esiguità degli organici sia per l'età di ingresso nel mondo del lavoro. In Inghilterra un giovane medico inizia a lavorare in ospedale a 23 anni in Italia se tutto va bene a 30. Una differenza non da poco che dovrebbe far riflettere anche sul nostro percorso di formazione universitaria.
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